Start The Game. The new migrans Balkan route.

 

The Balkan migrant route has changed over the last few years. With the borders of Serbia and Hungary sealed, the desperate multitudes from the war theaters of the Middle East and North Africa, but also from Asia, attempt to enter Europe through Croatia and Slovenia. Between 2018 and 2020, around 20,000 migrants arrived from Greece and Turkey via the Balkans. The most represented nations are respectively Afghanistan, Syria and Iraq, but many of the migrants also come from Morocco, Iran, Algeria, Kurdistan.

Starting point for what migrants ironically call “The Game” is Bosnia and Herzegovina. Here tens of thousands of people have arrived, and continue to arrive, in the towns of Bihac and Velika Kladusha, located close to the border with Croatia. Welcomed in camps managed by the United Nations agency IOM, finding refuge in abandoned houses or, in the summer season, sleeping in the open in the countryside. And it is here, in these border towns, that the volunteers of numerous NGOs, local and international, carry out their mission of helping migrants, providing them with clothes, food, medical care and legal support.

“The Game” is a ferocious and rigged game, with few chances to enter the “Fortress Europe” through this risky route. In fact, the Croatian border guard operates on the border, in the manner of a Balkan militia, very armed and equipped with advanced territorial control technologies. An armed force for years generously financed by the EU, and in particular by Germany.

A police that does not limit itself to collective rejections, a practice prohibited by international laws on the right to asylum. In fact, “captured” people are usually severely beaten by agents. Who, in addition to stealing the little money they have, destroy their cell phones, a possible, embarrassing, proof, thanks to geo-localization, of the illegal rejection. Often stripped naked, always deprived of shoes, practices that do not spare women, the elderly and children, the migrants are then brought back to the border and expelled back to Bosnia and Herzegovina.

Where “The Game”, the dangerous bet of those who hope for a better future for themselves and their family, can start again …

 

Da alcuni anni la rotta balcanica dei migranti è cambiata. Sigillate le frontiere di Serbia e Ungheria, le disperate moltitudini provenienti dai teatri di guerra del Medio Oriente e del nord Africa, ma anche dall’Asia, tentano l’ingresso in Europa attraverso la Croazia e la Slovenia. Tra il 2018 e il 2020, circa 20.000 migranti sono arrivati dalla Grecia e dalla Turchia attraversando i Balcani. Le nazioni di appartenenza più rappresentate sono rispettivamente l’Afghanistan, la Siria e l’Iraq, ma molti dei migranti arrivano anche da Marocco, Iran, Algeria, Kurdistan.

Punto di partenza per quello che i migranti ironicamente chiamano “The Game”, è la Bosnia Erzegovina. Qui decine di migliaia di persone sono arrivate, e continuano ad arrivare, nelle cittadine di Bihac e Velika Kladusha, situate a ridosso del confine con la Croazia. Accolte in campi gestiti dall’agenzia delle Nazioni Unite IOM, trovando rifugio in case abbandonate o, nella stagione estiva, dormendo all’addiaccio nelle campagne. Ed è qui, in queste città di frontiera, che i volontari di numerose ONG, locali e internazionali, svolgono la loro missione di aiuto ai migranti, fornendogli abiti, cibo, cure mediche e supporto legale.

“The Game” è un gioco feroce e truccato, essendo poche le possibilità di riuscire a entrare nella “Fortezza Europa” attraverso questa rischiosa rotta. Sul confine opera infatti, con le modalità di una milizia balcanica, la guardia di frontiera croata, armatissima e dotata di avanzate tecnologie di controllo del territorio. Una forza armata da anni generosamente finanziata dalla UE, e in particolare dalla Germania.

Una polizia che non si limita a operare respingimenti collettivi, pratica questa vietata dalle leggi internazionali sul diritto di asilo. Le persone “catturate” sono, infatti, di regola duramente picchiate dagli agenti. Che oltre a sottrargli i pochi soldi che possiedono, distruggono i loro telefoni cellulari, una possibile, imbarazzante, prova, grazie alla geo-localizzazione, dell’avvenuto respingimento illegale. Spesso denudati, sempre privati delle scarpe, pratiche che non risparmiano donne, anziani e bambini, i migranti sono poi riportati alla frontiera e espulsi nuovamente in Bosnia Erzegovina.

Dove “The Game”, la pericolosa scommessa di chi spera in un futuro migliore per sé stesso e per la propria famiglia, può ripartire…